Nuovo Forno del Pane

La situazione totalmente inedita che i musei si sono trovati ad affrontare, con una pandemia che ha stravolto modalità consolidate di vita e di lavoro nonché la stessa possibilità di fruire l’arte, ha reso indispensabile riflettere sulla natura dell’istituzione museale pubblica, sulla sua funzione, sul suo ruolo per le città e le comunità di riferimento. Su sollecitazione del CdA dell’Istituzione Bologna Musei, dell’Assessorato alla Cultura e Promozione della città e il relativo Dipartimento del Comune di Bologna, Lorenzo Balbi insieme allo staff del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, approfondendo l’analisi di tali temi fondamentali, hanno risposto con un progetto che prevede una ridefinizione identitaria e strategica del museo.

Il Nuovo Forno del Pane è un centro di produzione interdisciplinare che trasforma gli spazi e la funzione della Sala delle Ciminiere del MAMbo: non più spazio espositivo ma spazio di produzione, comunità creativa in cui l’arte diventa pane per la mente e il museo si trasforma in forno, incubatore della creatività, spazio che Bologna offre ai suoi artisti per ripartire, per rinascere dopo questa emergenza planetaria.

Il Nuovo Forno del Pane assume un ruolo di maggiore responsabilità sociale a sostegno di categorie particolarmente colpite dalla crisi legata alla pandemia: artisti, fotografi, designer, registi e creativi in genere, che nel museo hanno sempre visto un punto di riferimento con il quale confrontarsi nell’ambito delle loro pratiche, che trovano qui uno spazio di lavoro formando una vera e propria comunità creativa. Oltre ad ospitare veri e propri studi d’artista, mette a disposizione strutture aperte a diversi soggetti come, ad esempio: una sala di registrazione/montaggio video, un laboratorio fotografico e camera oscura, una piccola stamperia, un laboratorio di falegnameria, uno spazio di sperimentazione sulle nuove tecnologie di Realtà Aumentata, un’emittente radiofonica, uno spazio per l’editoria artistica, una sala musica, un’area performativa e una dedicata a reading group di autoformazione.

Una riconfigurazione museale come quella proposta da questo progettoè realizzata intensificando i principi di cooperazione istituzionale e networking tra istituzioni del territorio, sperimentando la museologia più radicale, incrementando la ricerca scientifica e la produzione editoriale ma soprattutto rimodulando l’attività di mediazione quale elemento fondante di un nuovo rapporto con il pubblico, basato sul “fare” arte con il coinvolgimento diretto degli artisti, dei professionisti e degli addetti del settore in un approccio non esclusivamente basato sulle opere ma anche e soprattutto sulle pratiche, sul processo, sulla relazione e sull’uso di laboratori e materiali a disposizione.

La comunicazione, anch’essa improntata a un diverso paradigma rispetto al passato, assume come target non più e non solo il visitatore abituale o potenziale ma una nuova figura di conoscitore che esperisce personalmente il museo.

L’artista Aldo Giannotti, che da giugno avrebbe dovuto essere protagonista della mostra Safe and Sound nella Sala delle Ciminiere, ha a sua volta ripensato la propria collaborazione con il MAMbo e ha sviluppato un logo e una nuova identità visiva che rappresenta la nuova vocazione produttiva del museo enfatizzandone gli elementi formali e architettonici che più rimandano alla sua identità storica.

Credendo fermamente nell’insostituibilità della fruizione dell’arte in presenza, i principali canali di comunicazione di Nuovo Forno del Pane sono non solo il web e i social media ma soprattutto un’intensa attività relazionale attraverso studio visit, dialoghi, giornate di open studio con gli artisti, restituzioni pubbliche delle opere prodotte e dei progetti portati a termine e un public program di incontri, lezioni e presentazioni nelle modalità che saranno consentite durante la fase post-emergenziale.